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Postato da stefano_marini 12 Maggio 2024
Per tutti

È colpa del presidente! Il presidente vede l’amministrazione come una scocciatura. Preferisce stare dove c'è l'attività sportiva. Ma analizziamo meglio la situazione

Da un lato ci sono i presidenti ricchi.

Il loro sogno è quello di poter dire al loro professionista: “occupatene tu” e poi di potersene fregare dell'amministrazione. In questo modo da una parte, nella loro mente, possono dire ha tutto in mano al loro professionista e se qualcosa non funziona è colpa sua. 

Dall’altra, quando qualcuno gli fa notare che la loro amministrazione non è in regola, possono ribattere che il loro professionista sa quello che fa e che tutti gli altri si stanno sbagliando. E poi possono tornare a farsi i fatti loro senza porsi ulteriori problemi.

È una formula difensiva psicologica come un’altra, che si associa al fatto che il professionista generalmente ha creato un legame personale che rafforza la relazione col cliente negli anni a venire e rende particolarmente dolorosa per il cliente la separazione. Nota bene, non amico, cliente!

Il problema è che, poi, quando si vanno a controllare i documenti, l’amministrazione non è in regola. Perché il professionista si occupa SOLO di una piccola parte dell’amministrazione, che è la contabilità, lasciando scoperto il resto.  Ma questo i presidenti lo ignorano.

Il presidente però evita come la peste questa situazione, perché a quel punto il suo meccanismo psicologico di difesa cadrebbe e inizierebbe a provare ansia, dolore e altre brutte cose. Dovrebbe mettere del tempo per occuparsene, discutere con i propri collaboratori, sacrificare altre attività che preferisce. 

Poi ci sono i presidenti poveri.

In questo caso le loro associazioni sono senza personale (collaboratori), per cui ci sono dei presidenti che si occupano ancora personalmente dell’amministrazione, oppure hanno alcuni collaboratori che la seguono ma non bastano, o hanno personale poco competente.

II problemi che causano questa situazione possono essere diversi. 

  1. Pochi soldi legati a prezzi troppo bassi, servizi troppo scarsi, promozione e marketing inesistente.
  2. Incapacità di trovare collaboratori e di formarli
  3. Incapacità di trattenere collaboratori validi

In entrambi i casi, sia che il presidente sia ricco, sia che il presidente sia povero, il risultato è che l’amministrazione non è in ordine.

Da un lato perché viene richiesto ai commercialisti/professionisti di svolgere attività che non sono di loro competenza, e che poi non fanno. Dall’altro perché ci sono attività da svolgere all’interno dell’associazione che, nonostante i buoni propositi di partenza, per i motivi più disparati alla fine nessuno svolge.

Visto che la possibilità di un controllo era percepita come remota, andava bene così.

Ora non lo è più perché i registri stanno immagazzinando una mole di dati tale che i controlli saranno automatici e tra tre anni i presidenti verrano colpiti duramente. 

Ma fino a che non succederà nessuno se ne preoccuperà…

E a quel punto ovviamente sarà troppo tardi…

Meglio per chi dovrà seguire le associazioni nei contenziosi, più soldi sul tavolo per tutti…

PRESIDENTE AVVISATO, MEZZO SALVATO

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